Madonna delle sorgenti

CARATTERISTICHE
Questo percorso si snoda in una lunga Didascalia all’interno del canyon dell’avello con a destra alte e ripide chine di ghiaia e rocce e a sinistra ripidi pendii boscosi, mentre incassato nel fondo del canyon scorre  il torrente Avello. Prima di raggiungere la meta si attraversano tre brevi Didascalia che forano la montagna, molto gradite quando il sole diventa cocente. La prima tappa conduce all’area picnic Linaro dove si incontra il torrente Avello all’interno di un fresco bosco(veramente un posto incantevole) e poi ancora 15 minuti circa, per una ripida ma breve salita, si arriva alle sorgenti. Non ci sono problemi per fare scorta di acqua dato che la si trova all’inizio, lungo il percorso e a destinazione.

IL PERCORSO
Si parte dal Balzolo, il belvedere del paese dove si parcheggia, e si prende a piedi una larga sterrata, chiusa alle auto da una sbarra, che condurrà fino alla meta. Si tratta di una strada che permette alle auto degli addetti dell’acquedotto di raggiungere le sorgenti. Si attraversa subito la prima galleria e si entra nell’ampio canyon dell’Avello. Si prosegue tra brevi discese e salite fino a raggiungere la località Linaro dopo circa 1,30 ore circa. Si tratta di una bellissima area picnic con un fresco torrente. Ancora 15 minuti e si arriva alle sorgenti dove vi è un sistema di captazione delle acque. Si torna per lo stesso itinerario.

Monte acquaviva da F.S. Martino

CARATTERISTICHE
E’ sicuramente un percorso per escursionisti ben allenati considerato i 2.300 mt di dislivello da superare. La seconda metà del percorso si svolge in ambiente veramente selvaggio scarsamente frequentato. La prima parte invece coincide con il primo tratto del famoso itinerario che aggira la Val Serviera. Il ritorno per la Valle delle Mandrelle permette di visitare un altro dei posti più selvaggi e poco frequentati della Maiella. Si può fare rifornimento di acqua a Colle Bandiera e a grotta Callarelli

IL PERCORSO
Si risale la Valle di S.Spirito fino a Bocca dei Valloni. Qui si prende a destra e si sale ripidamente nel bosco fino a raggiungere il crinale che separa la Val Serviera dalla Valle di S.Spirito appena percorsa. Si percorre il crinale in salita seguendo un sentiero abbastanza evidente che dopo circa 10 minuti piega a destra(attenzione a non svoltare prima per un sentiero che si perde nel bosco) per scendere nel fondo della Val Serviera in località Grotta Callarelli dopo 2,30 ore circa dalla partenza, alla confluenza tra la Val Forcone e la Valle dell’Acquaviva.

Visitata la grotta si imbocca a destra per un breve tratto la Val Forcone per poi svoltare a sinistra, attraversare il greto del torrente e passare sull’altra sponda per una traccia abbastanza evidente nell’erba. Si entra cosi nella Valle dell’Acquaviva posta proprio di fronte al piccolo rifugietto. Si segue brevemente la traccia fino a quando scompare e si prende a destra per un canaletto ripido di pochi metri. Subito sopra si avanza per prati(qualche omino) e poi in mezzo ai pini mughi(se si fa attenzione la via si trova, sono stati effettuati tagli, anno 2017). Fuori dai mughi Si prosegue risalendo il fianco destro della valle seguendo una traccia all’inizio evidente(qualche omino). Prima di arrivare ad una grotta sotto una barriera rocciosa si piega decisamente a sinistra in direzione monte Pizzone, si attraversa una canale e poi si sale ripidamente, dritti verso la sella che divide il Monte Pizzone  dai primi contrafforti del Monte Acquaviva a 2.200 mt circa e che si affaccia sulla Valle delle Mandrelle. Qui si arriva (vista verso la vetta)  dopo un ora circa(2 ore circa dalla Grotta Callarelli).

Da qui si percorre tutto il crinale fino ad arrivare in vetta dopo 1,30 ore circa, salendo dapprima  ripidamente un primo colle, poi un rilievo roccioso che si aggira sulla sinistra e poi un altro che si risale sulla destra dove il passaggio è più agevole. Si accede cosi ai pianori sommitali in leggera salita fino a raggiungere la croce che contraddistingue la vetta del Monte Acquaviva. Per il ritorno consiglio di scendere per la Valle delle Mandrelle, pertanto ci si dirige verso Monte Amaro per circa 15 minuti e prima dell’inizio della salita per Cima Pomilio, si scende a sinistra per sghiaiate nella Valle delle Mandrelle. La si percorre fino al Piano della Casa(qui acqua). Qui si prende il noto percorso che scende nel Vallone di Macchialunga e che porta fino al parcheggio punto di partenza.

Vallone Taranta

CARATTERISTICHE
Itinerario che percorre interamente la valle fino a svalicare nei pressi di Piano Amaro(2.550 mt. circa) dove il panorama sulle cime più alte della Maiella si apre stupendamente.
Segnaletica: paletti di segnalazione, bandierine bianco/rosse.
Particolarità: a quota 1450 si incontrano le famose Grotte del Cavallone. 
Fontana perenne a 3 ore circa dalla partenza per cui meglio approvigionarsi in paese.
-Presenza di una funivia che conduce fino alle grotte e che i meno allenati possono utilizzare per superare i primi 700-800 mt. di dislivello. E’  aperta, di solito, nel mese di agosto e nei week end di luglio e settembre. 
-Superamento di alcuni metri di roccia esposta aiutandosi con delle corde fisse(facile) a causa di una strozzatura della valle(facile).

IL PERCORSO
Da  Lama Dei Peligni  proseguire per qualche chilometro verso Palena e le Grotte Del Cavallone, fino a raggiungere il bivio che a destra conduce all’ingresso del Vallone. Qui si parcheggia quando la funivia è in funzione, altrimenti si può arrivare in auto fino alla stazione di partenza(200-300 metri a piedi).

Anno 2015. Si inizia a piedi per la sterrata che dalla stazione di partenza della funivia termina alle grotte.Questo tratto è abbastanza faticoso a causa del fondo su  pietroso e sdrucciolevole,.  Si impiega circa 1,30 ore. Non bisogna comunque, arrivare proprio alle grotte, ma una cinquantina di metri prima si deve abbandonare la sterrata e proseguire dritti sul fondo valle come indicato da un segnale(paletto con bordo giallo). Si prosegue ripidamente sul solco della valle che a volte si apre ed a volte si restringe fino ad arrivare ad una strozzatura causata da un salto di roccia dopo 1,45 ore dalle grotte ed a 3 – 3,15 ore dalla partenza.

 Qui vi è una fresca fontana che funziona azionando una caratteristica pompa (1.800 mt). Da questo punto si ha la sensazione di non poter più procedere, ma dirigendosi verso destra, avendo la fontana di fronte, si trova il passaggio per proseguire. Si tratta di superare alcuni metri di roccia esposta aiutandosi con delle corde fisse (facile). Superato questo tratto, ci si ritrova proprio sopra la fonte dove improvvisamente la valle si allarga e in lontananza si scorge l’Altare dello Stincone, un grosso sperone roccioso, situato proprio alla fine della valle.

Man mano che si prosegue questa si allarga sempre più e il sentiero diventa poco più di una traccia che a volte sparisce completamente. E’ molto facile comunque proseguire a vista dato che l’obiettivo, lo Stincone, è sempre visibile. Una volta alla sua base, bisogna svalicare  alla sua destra dove il percorso è più agevole. Si sbuca nella sterminata piana nei pressi di Piano Amaro, dopo 1,30 – 1,45 ore dalla fontana e dopo  5 ore circa dalla partenza. Se si ha ancora fiato in corpo si può continuare, dirigendosi verso destra,  dove di li a poco il panorama comincia a scoprirsi e a mostrare le cime più alte della Maiella tra cui Monte Amaro(2.795 mt.).

Cascate di san Giovanni

CARATTERISTICHE
Si tratta di una bella passeggiata quasi interamente nel bosco, piuttosto rado all’inizio e più folto nella parte finale. Conduce alla cascata principale prodotta dalla caduta del torrente Vesola. Si tratta di un salto d’acqua di trenta metri che si infrange su un laghetto sottostante. Un altra cascata, meno interessante, si trova più a valle e la si incontra nel tratto finale del percorso mentre si sale. Da considerare che quando il torrente porta molta acqua(a primavera), come potete vedere dalle foto, l’attraversamento può provocare qualche disagio. In estate invece nessun problema.

IL PERCORSO
Si parte da Bocca Di Valle dove a piedi si prende una sterrata che entra nel vallone. Dopo meno di 10 minuti circa si raggiunge un area picnic. La si supera seguendo la sterrata. Dopo 15 minuti circa si attraversa una prima volta il torrente e si prosegue. A circa 45 minuti(50 minuti dalla partenza), si deve abbandonare la sterrata, che termina poco più avanti, e si svolta a destra per un sentiero che arrampica sul fianco della valle. Si continua sempre agevolmente per altri 20 minuti circa fino ad arrivare ad incontrare nuovamente il torrente alla località chiamata le Cannellucce dove tanti rivoli d’acqua scendono da una parete ricoperta di muschio(1,10 ore dalla partenza). Qui bisogna attraversare nuovamente il torrente ed entrare in un magnifico bosco. Si prosegue sempre su sentiero evidente e dopo un paio di tratti ripidi, dopo circa 40 minuti(1,45 ore dalla partenza), si arriva alla cascata principale dove a primavera, quando il torrente è alla sua massima portata d’acqua, il fragore è assordante. Si torna per lo stesso itinerario.