Colle incotto

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO
Anno 2015. Percorso poco frequentato, ma che raggiunge uno dei balconi più belli della Maiella. Si traversa il versante della montagna verso sud prima del rifugio Fonte Tarì (1.450 mt.) e poi verso nord per sentiero sempre evidente da percorrere assolutamente nelle prime ore del mattino per sfuggire al calore del sole in estate dato che si svolge interamente all’aperto. Questo permette una stupenda vista sul paesaggio sottostante con il paese di Lama Dei Peligni in primo piano. Lungo questo itinerario si trova una sola fontana al rifugio Fonte Tarì. Acqua perenne.
Una volta raggiunti il Colle si apre un panorama stupendo: Monte Acquaviva(2.730 mt.), Monte S.angelo(2.669 mt.), Cima dell’altare(2.560 mt.), Monte Pizzone, il Martellese(2.000 mt.), Valle di Macchialunga, Piano della Casa(1.658 mt.).
Segnaletica: quasi inesistente, qualche vecchio segno e qualche paletto.

DESCRIZIONE
Raggiunti Lama Dei Peligni, si prosegue in direzione di Palena per altri 500 mt circa fino a giungere ad un bivio. Si prende a destra una strada che sale ad un area picnic in località S.Antonio dopo circa 1 km. Qui si parcheggia e ci si incammina sul largo sentiero che entra nel bosco. Lo si deve abbandonare svoltando a destra dopo circa 15 minuti a favore di un sentiero più piccolo, ma sempre evidente, che inizia a salire a larghe svolte su fondo sassoso.

Dopo 1 ora circa il fondo del sentiero cambia a favore di un più gradevole manto erboso. Qui a causa dell’erba alta in estate il sentiero a tratti può farsi meno evidente, ma sempre comunque riconoscibile.
Dopo 1,30 ore circa dalla partenza, dopo il superamento dell’ultimo costone che copre l’orizzonte sud, ecco apparire d’improvviso il Monte Porrara (2.100 mt.)e l’abitato di Palena alle sue pendici. Il rifugio Fonte Tarì e relativa fonte, ormai vicinissimi, appaiono di colpo quanto si è ormai quasi arrivati. Veramente bello l’ambiente, ristrutturato.

Si proseguire la salita a sinistra del rifugio dirigendosi verso l’orlo del Vallone di Taranta(stupenda la vista), che si raggiunge dopo circa 20-30 minuti. Qui i cartelli indicatori non danno nessuna segnalazione per colle incotto. Bisogna continuare la salita seguendo ometti e tralasciando segnalazioni che invitano a svoltare a sinistra. Dopo circa mezz’ora il sentiero devia nettamente verso destra diventanto meno faticoso. (questo il colpo d’occhio) Dopo circa 15 minuti si raggiungono alcune vecchi stazzi di pastori circondati da una ricca vegetazione a circa 1.780 mt. di quota. Ancora dopo si giunge presso una costruzione di paravalanche ormai quasi completamente distrutta con grossi pezzi di legno sparsi nella zona circostante, un vero obbrobrio! Pagherà mai qualcuno per questa opera inutile e deturpante?

Dopo 1,40 ore dal rifugio e 3,00 ore circa dalla partenza, si arriva al colle dove si trovano cartelli indicatori per altre direzioni. Questo posto è situato proprio sull’orlo del vallone di Fara S. Martino dove ripidissime chine scendono sul suo solco. Il panorama, stupendo, si apre all’improvviso su buona parte della maiella. Si torna per lo stesso itinerario, oppure si può fare l’anello proseguendo in discesa, costeggiando il vallone, fino a Monte Tarì e scendere a Civitella. Occorrono chiaramente due auto.

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